Proserpina e la Primavera
Proserpina era figlia di Cerere, la buona dea che insegnava agli uomini come si fa crescere il frumento. Ella aveva il capo coronato di spighe e portava con sé l'abbondanza e la gioia.
Proserpina, sua figlia, era leggiadra e fresca come un fiore.
Un giorno Proserpina si trastullava in un prato con le compagne. Verde era l'erba e quieta l'aria, imbalsamata di profumi.
Ad un tratto la terra si aperse accanto a Proserpina. Ne uscì un magnifico carro tirato da neri cavalli, e sul carro sedeva Plutone, che afferrò Proserpina, la rapì e la portò nel suo regno buio e tetro. Egli voleva che Proserpina, gentile e mite, diventasse la regina dell'inferno.
Invano Cerere cercò la sua cara figliuola.
Come pazza girò tutta la terra. Intanto non aiutava il lavoro degli uomini e trascurava i campi, che attendevano la sua benedizione.
Così i campi inaridivano e non davano più una spiga di frumento. Mancava il pane e la fame rattristava glj uomini. Quando Cerere seppe che Proserpina era stata rapita da Plutone, supplicò che le fosse resa.
Plutone, allora, raccolse a consiglio tutti gli spiriti dell'inferno.
Fu deciso che Proserpina potesse, sì, ritornare da sua madre, purché non avesse assaggiato nulla dei cibi dell'inferno.
Per fortuna Proserpina, che era desolata di essere lontana da Cerere e di non rivedere la dolce terra bella di fiori, non aveva mai voluto toccar cibo.
Solo, avendo visto delle bellissime melagrane rosse, ne aveva colto una.
Allora - disse Plutone - Proserpina deve rimanere qui.
No - dissero gli spiriti dell'inferno. - Proserpina dovrà stare quaggiù per tre mesi all'anno, e ne trascorrerà nove con la madre. E così fu fatto.
Ed ogni primavera, Proserpina, fresca e gentile, ricompare sulla terra; e il suo ritorno segna il primo germogliare del tenero frumento, il primo sbocciare dei fiorellini profumati.