Da Non voglio farti male di Ippolita Avalli .
Sono in piazza. Ho freddo. Mi chiedo dov'è. Sono stata male, poco fa, parlando con Emma di lui.Emma mi ha condotta in un bar, ordinato un prosecco e mi ha lasciata un momento per andare a comprare il giornale. Sebbene in modo confuso, capisco che il dolore mi serve, mi ci appoggio come uno storpio alla sua stampella. Ma non ho pututo trattenermi dal venire in piazza. Lui per me era la persona più importante al mondo, era tutto per me, e questa piazza rappresenta l'inizio della nostra storia, l'inizio del nostro cammino. La piazza è stato il luogo in cui ci siamo incontrati, del nostro primo bacio, dove abbiamo provato forti emozioni. E' stato il primo uomo di cui mi sono veramente innamorata e adesso in un attimo tutti i miei sogni e progetti sono improvvisamente scomparsi perchè tutta la mia vita girava intorno a lui perchè mi rendeva capace di ogni cosa e mi aiutava ad affrontare al meglio la vita di ogni giorno. La mia presenza occupa le giornate della mia vita solo fisicamente perchè mentalmente sono ancora presa da questa storia che ancora adesso trovo assurdo sia finita. Devo comunque cogliere gli aspetti positivi di questa vicenda che sono vari: uno dei più importanti è stata la sua sincerità nei miei confronti affermando di non provare più quel sentimento che ci legava fortemente. E poi ho anche imparato che tutti i mali vengono per nuocere e quindi le delusioni che ci capitano nella vita ci aiutano ad essere più forti in futuro. Ed infine un ultimo aspetto positivo è che grazie a lui ho avuto la possibilità di conoscere il "VERO AMORE" che è la cosa più bella che mi sia mai capitata nella vita.Adesso devo cercare di lasciar il passato alle mie spalle, cancellarlo sarebbe impossibile, e continuo ad andare avanti grazie ad un altro valore molto importante come l'amicizia.
By Elena.
Da Non voglio farti male di Ippolita Avalli
Sono in piazza. Ho freddo. Mi chiedo dov'è. Sono stata male, poco fa, parlando con Emma di lui. Emma mi ha condotta in un bar, ordinato un prosecco e mi ha lasciata un momento per andare a comprare il giornale. Sebbene in modo confuso, capisco che il dolore mi serve, mi ci appoggio come uno storpio alla sua stampella. Ma non ho pututo trattenermi dal venire in piazza.
Era un giorno d'estate: eravamo in colonia, lui era bellissimo! Dopo un po' mi ha chiesto di uscire e io ho accettato, ed è stato proprio in quella piazza che ci siamo scambiati il nostro primo bacio. E' stato una cosa bellissima, inspiegabile. Man mano che la nostra storia andava avanti, capivamo sempre di più che eravamo fatti l'uno per l'altro. Ma, dopo tredici giorni, la storia è finita. Io ci ho sofferto tantissimo: era come se una parte di me se ne fosse andata, ma poi ho capito che ero piccola ancora per piangermi addosso e sono andata avanti, anche se il mio cuore non lo voleva. BY NUNZIA D

Da All'idrogeno di Dino Buzzati
Fui svegliato dal telefono. Fosse per l'interruzione brusca del sonno, o per il silenzio plumbeo che regnava intorno, mi sembrò che il campanello avesse un suono più lungo del solito, malaugurante, astioso. Forse perché ero stanco, sentivo i suoni amplificati 10 volte di più; poi, subito dopo, il telefono incominciò a squillare insistentemente: sembrava il verso di uno strano animale che implorava di essere salvato! Era brutto sentire tanti rumori nel momento in cui io stavo svegliandomi da una lunga notte, piena di affanni, perché, avendo il raffreddore, mi ero svegliato continuamente e quindi la testa mi scoppiava dal dolore. Ma iniziava la giornata e io dovevo alzarmi; segni di questo erano i continui squlli del telefono e l'odore del caffè.
by pietro
Sono in piazza. Ho freddo. Mi chiedo dov'è. Sono stata male, poco fa, parlando con Emma di lui. Emma mi ha condotta in un bar, ordinato un prosecco e mi ha lasciata un momento per andare a comprare il giornale. Sebbene in modo confuso, capisco che il dolore mi serve, mi ci appoggio come uno storpio alla sua stampella. Ma non ho pututo trattenermi dal venire in piazza.
Proprio la piazza dove siamo cresciuti tirando calci ad un pallone, ed ora proprio che devo andare via da questo paese, mi sembra davvero tanto difficile dimenticare i momenti di una adolescenza passata.Ora andrò in città,con la mia famiglia, ricorderò per sempre quella piazza dove sono cresciuto,con gli amici, giocando,divertendoci e anche soffrendo per amori finiti,litigi...a questa piazza devo tanto: prime fidanzatine, primi gruppetti...Pensando tutti questi momenti,davanti a un buon bicchiere di vino,scendono lacrime di tristezza perchè capisco che il tempo di scherzare è finito...
By Miky
Da Non voglio farti male di Ippolita Avalli
Sono in piazza. Ho freddo. Mi chiedo dov'è. Sono stata male, poco fa, parlando con Emma di lui. Emma mi ha condotta in un bar, ordinato un prosecco e mi ha lasciata un momento per andare a comprare il giornale. Sebbene in modo confuso, capisco che il dolore mi serve, mi ci appoggio come uno storpio alla sua stampella. Ma non ho pututo trattenermi dal venire in piazza.
Questa piazza, dove ho vissuto i più bei momenti insieme a lui,dove c'incontrammo per la prima volta con il nostro gruppo di amici e questa panchina dove, quando rimanemmo soli, mi confessò tutto il suo amore....Erano così belle le giornate insieme..il tempo passava in fretta! Tornavo a casa a raccontarlo alle mie amiche ed anche loro si meravigliavano della mia felicità, soprattutto Emma.
Inizialmente nessuno di loro ci credeva, ma col passare dei giorni, vedendomi sempre più felice, se ne fecero una ragione: avevo incontrato davvero il mio grande amore!
Ora sono passati tre mesi e sono seduta da sola sulla "nostra" panchina ed ancora non mi voglio rendere conto che una storia così bella per me non fosse niente per lui.
Lo rivedo per strada e mi guarda con quella faccia di cui mi sono innamorata, ma ormai non sono più una bambina e non ci casco più.
Mi ha fatto soffrire troppo, ma ora basta,non voglio soffrire più.
Improvvisamente arriva Emma e mi trova su quella panchina a piangere e con una certa calma mi dice:"Nù, basta piangere..!".
Mi dà un fazzoletto e, come se non fosse successo nulla, ci divertiamo leggendo gli ultimi gossip dal giornale che ha appena comprato.
By Nunzia C.
Da Non voglio farti male
di Ippolita Avalli
Sono in piazza. Ho freddo. Mi chiedo dov'è. Sono stata male, poco fa, parlando con Emma di lui. Emma mi ha condotta in un bar, ordinato un prosecco e mi ha lasciata un momento per andare a comprare il giornale. Sebbene in modo confuso, capisco che il dolore mi serve, mi ci appoggio come uno storpio alla sua stampella. Ma non ho potuto trattenermi dal venire in piazza.
Qui ho passato i momenti più belli insieme a lui. Tutti i miei ricordi, le mie speranze… in tutto c’è lui. E ora che è lontano da me, mi sento persa in questa grande piazza. Provo ad immaginare cosa sta facendo lui in questo momento, mentre io sono qui a pensarlo. Ho le mani fredde pur con i guanti: è una sera d’autunno, ma sembra pieno inverno. Dicono che il dolore,se non ti uccide, ti fa diventare più forte, beh!! Sarà anche vero, ma non mi sento affatto più forte di come già ero. Non si può diventare più forti essendo sempre felici e non soffrendo? Vorrei tanto che fosse così. Sto cerando di essere felice, ma dopo un anno di lontananza , nonostante la mia fedeltà verso di lui, ora che è tutto finito, non riesco più a trovare un senso alla mia vita.
Ho deciso di allontanarmi da questi posti che ricordano i nostri momenti felici. Avrei voluto un lieto fine alla nostra storia, ma ormai non sono più una bambina e non credo più alle favole. Sono giunta ad una conclusione: si volta pagina!
Biografia di Ippolita Avalli
Nata a Milano, attualmente vive a Roma. Sue poesie figurano in Antologia della poesia femminista e in altre raccolte. Dal 1978 al 1980 ha partecipato con il suo gruppo teatrale The a tre, a numerose rassegne della post-avanguardia in Italia e in Europa. Per il cinema, ha collaborato tra l'altro alla sceneggiatura della Città delle donne di Federico Fellini. I suoi libri sono stati tradotti in Germania.