Presente!

Questo è il blog di classe della I B : è uno spazio per conoscersi,confrontarsi, comunicarsi emozioni e sentimenti,postare ricerche,lavorare insieme utilizzando gli strumenti informatici.
sabato, 10 novembre 2007

Dino Buzzati nacque a Belluno nel 1906, località San Pellegrino, nella villa in cui la sua famiglia milanese, molto agiata, trascorreva l'estate. Era il terzo di quattro figli: Augusto (1903-?), Angelina (1904-2004) e Adriano (1913-1983), famoso genetista. Il padre, Giulio Cesare, proveniva da un'antica famiglia bellunese. La madre Alba Mantovani (sorella dello scrittore Dino Mantovani) era veneziana, appartenente alla famiglia dogale Badoer Partecipazio; alla sua morte, avvenuta nel 1961, lo scrittore dedicherà lo struggente elzeviro I due autisti.

Amava molto la musica (imparò sin da piccolo a suonare il violino ed il pianoforte), il disegno e la montagna, che costituiranno elementi fondamentali del poliedrico talento dell'artista.

I Buzzati vivevano a Milano, dove il giovane Dino frequenterà il Liceo Parini e in seguito la facoltà di Giurisprudenza, per assecondare i desideri del padre che lo vedeva futuro avvocato. 

Nel 1928, poco prima di terminare gli studi universitari, entra come praticante al Corriere della Sera del quale diverrà in seguito redattore, ed infine inviato. Sempre nello stesso anno si laurea in giurisprudenza con una tesi dal titolo La natura giuridica del Concordato.

Nel 1933 esce il suo primo romanzo, Bàrnabo delle montagne, al quale segue dopo due anni Il segreto del Bosco Vecchio. Da entrambe le opere saranno tratti film ad opera di registi italiani: il primo girato da Mario Brenta nel 1994, il secondo da Ermanno Olmi nel 1993.

Fra il 1935 e il 1936 si occupò del supplemento mensile "La Lettura".

È del 1939 il suo più grande successo: Il deserto dei Tartari, che verrà edito l'anno seguente (il titolo originale doveva essere La fortezza, poi cambiato per evitare il richiamo al conflitto mondiale ormai alle porte), dal quale nel 1976 Valerio Zurlini trasse il film omonimo. In quegli anni Buzzati cominciava a dedicarsi ai suoi fortunati racconti brevi, talvolta pubblicati anche sulle pagine del Corriere. Accanto all'attività narrativa, Buzzati continuava la sua attività di giornalista. Una scelta di suoi articoli trova spazio nella raccolta "Cronache terrestri".

Con un tono narrativo fiabesco, Buzzati affrontava temi e sentimenti quali l'angoscia, la paura della morte, la magia e il mistero, la ricerca dell'assoluto e del trascendente, la disperata attesa di un'occasione di riscatto da un'esistenza mediocre ("Le mura di Anagoor", "Il cantiniere dell'Aga Khan", "Il deserto dei Tartari"), l'ineluttabilità del destino ("I sette messaggeri") spesso accompagnata dall'illusione ("L'uomo che voleva guarire"). Il grande protagonista dell'opera buzzatiana è proprio il destino, onnipotente e imperscrutabile, spesso beffardo (come nel "Deserto dei Tartari"). Perfino i rapporti amorosi sono letti con quest'ottica di imperscrutabilità ("Un amore"). La letteratura di Buzzati appartiene al genere fantastico, anche se talvolta presenta vicinanze al genere horror. 

Fra i suoi ultimi scritti rientra I miracoli di Val Morel, pubblicato nel 1971 e non più ristampato. Il libro è una raccolta di finti miracoli, che nell'invenzione dell'autore sarebbero stati attribuiti a Santa Rita dalla tradizione popolare. Buzzati si è ispirato per questa opera alla località di Valmorel nel Bellunese.

Accanto all'attività di scrittore e giornalista, Buzzati si dedicava la pittura (terrà anche alcune mostre) e al teatro. Cura anche personalmente le scenografie delle sue rappresentazioni.

Fu, da un certo punto di vista, un autore molto realistico che affrontava la gente con i temi della solitudine e dell'angoscia. Morì di tumore al pancreas (male che già aveva causato il decesso del padre nel 1920) alla clinica "La Madonnina" di Milano il 28 gennaio 1972.

A Buzzati sono stati dedicati il sentiero che collega Valmorel al comune di Limana (Belluno) e un sentiero attrezzato che porta alla cima del monte Cimerlo nel Gruppo delle Pale di San Martino (Trento).

Lo scrittore sudafricano J. M. Coetzee, premio Nobel nel 2003, si è ispirato alla trama de Il deserto dei Tartari per scrivere uno dei sui capolavori, Aspettando i barbari, pubblicato nel 1980.

 

                                            By Pietro 

 

(P.S. scusate il ritardo, ma sono stato molto malato. Un saluto a tutti da pietro)

postato da blogdiclasse alle ore 16:01 | link | commenti
categorie: personaggi
venerdì, 13 luglio 2007

Chi è Francesco Severi?

Francesco Severi (Arezzo, 13 aprile 1879 – Roma, 8 dicembre 1961) è un matematico italiano.
Intraprende gli studi di ingegneria, ma li abbandona presto per dedicarsi (sotto l’influsso di C. Segre, G. Peano, V. Volterra) alla matematica pura. Prima assistente di D’Ovidio a Torino, poi di Federico Enriques a Bologna, nel 1904 ottiene la cattedra di geometria proiettiva e descrittiva all'Università di Parma. Dal 1922 insegna analisi infinitesimale all'Università di Roma, di cui è rettore fino al 1925, quando si dimette in seguito al delitto Matteotti. Nel 1939 è tra i fondatori dell'Istituto Italiano di Alta Matematica.
 
Severi dà l'avvio alle ricerche volte a chiarire i legami tra le irregolarità di una superficie algebrica e l'esistenza, per esse, di integrali semplici. Introduce, inoltre, molti nuovi concetti nella geometria, per esempio la nozione equivalenza algebrica. Nel 1905 determina le condizioni necessarie e sufficienti per l'equivalenza lineare di due curve su una superficie. La scoperta di una base di curve algebricamente indipendenti su qualsiasi superficie viene da alcuni considerata come il suo contributo più importante.
Di carattere molto difficile (secondo alcune testimonianze), Severi critica il lavoro dei suoi contemporanei per la mancanza di rigore e per il ricorso troppo frequente all'intuizione. Beniamino Segre menziona oltre 400 pubblicazioni di Severi, tra le quali: Complementi di geometria proiettiva (1906), Geometria proiettiva (1922), Trattato di geometria algebrica (1926), Topologia (1931), Lezioni di analisi (1933).
postato da blogdiclasse alle ore 09:14 | link | commenti (2)
categorie: personaggi

Chi siamo

Blogger: blogdiclasse

SIAMO LA I B :
26 RAGAZZI DINAMICI E MOLTO CONTENTI DELLA NUOVA SCUOLA!!!


  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami





IL NOSTRO LICEO
Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket

Il suo sito

Photobucket - Video and Image Hosting

Photobucket - Video and Image Hosting
CLICCA SULLE IMMAGINI




Categorie

approfondimento
arrivederci
assemblee
attivitĂ  didattica
attualitĂ 
augurio
comunicazione di servizio
curiositĂ 
esercitazione
festivitĂ 
film
galateo
latino
liberoblog
libri
pausa didattica
per discutere e confrontarsi
personaggi
presentazione
racconti
spettacolo
stagioni
valutazione
visite distruzione

Links

Presente!
SCARABOCCHI

Partecipano

Foto recenti

Vedi altri media



PER I BAMBINI DEL MONDO





TELEFONO AZZURRO

Photobucket - Video and Image Hosting

Bottoni

Contatore

visitato *loading*volte