Presente!

Questo è il blog di classe della I B : è uno spazio per conoscersi,confrontarsi, comunicarsi emozioni e sentimenti,postare ricerche,lavorare insieme utilizzando gli strumenti informatici.
domenica, 30 dicembre 2007

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venerdì, 28 dicembre 2007

Gentile Prof, innanzitutto volevamo farvi gli auguri di Buon Natale; poi, vorremmo chiedervi se ci date più tempo per leggere il libro, perché, tra i giorni festivi e non, non riusciamo a leggerlo tutto per il 7 Gennaio, a completare la scheda di lettura e a svolgere gli altri compiti in tempo. Se tutti gli altri sono d’accordo, vorremmo almeno poterlo consegnare a metà Gennaio. Saluti da Nunzia C., Francesca e Roberta. Auguri a tutti di

Buon 2008!

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venerdì, 28 dicembre 2007

AttivitĂ  didattica sulla novella

Pubblico di seguito, come convenuto, il testo della novella di Boccaccio "Chichibio e la gru" con le proposte di analisi, che svolgerete per giovedì dopo le vacanze.

Buon lavoro!!!

 Clicca qui.

postato da silvanamodio alle ore 12:07 | link | commenti
categorie: attivitĂ  didattica
giovedì, 27 dicembre 2007

 

AUGURI A TUTTI

 

 

by Antonello

postato da blogdiclasse alle ore 23:31 | link | commenti
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giovedì, 27 dicembre 2007

LATINO - INTEGRAZIONE

Questa è una lezione integrativa per Gennaro G., che si è aggregato a noi solo alla fine di novembre.
Si tratta di alcuni TEMPI del MODO INDICATIVO LATINO: il PERFETTO, il PIUCCHEPERFETTO e il FUTURO ANTERIORE.
Questi tre tempi si formano dal TEMA DEL PERFETTO, che si ricava dalla terza forma del paradigma verbale.
I coniugaz. – laudo, as, laudavi, atum, are
II coniugaz. – deleo, es, delevi, etum, Ä“re
III coniugaz. – lego, is, legi, lectum, Ä•re
IV coniugaz. – audio, is, audivi, itum, ire
 
Il PERFETTO latino traduce tre tempi dell’Indicativo italiano: il PASSATO PROSSIMO, il PASSATO REMOTO, il TRAPASSATO REMOTO.
Perciò, laudávi = io ho lodato, io lodai, io ebbi lodato
            delévi = io ho distrutto, io distrussi, io ebbi distrutto
            legi = io ho letto, io lessi, io ebbi letto
           audívi = io ho ascoltato, io ascoltai, io ebbi ascoltato
 
Il PIUCCHEPERFETTO latino traduce il TRAPASSATO PROSSIMO dell’Indicativo italiano.
Perciò, laudáveram = io avevo lodato
            deléveram = io avevo distrutto
            légeram = io avevo letto
           audíveram = io avevo ascoltato
 
Il FUTURO ANTERIORE traduce il tempo corrispondente dell’Indicativo italiano.
Perciò, laudávero = io avrò lodato
            delévero = io avrò distrutto
            légero = io avrò letto
           audívero = io avrò ascoltato
 
Ecco il prospetto completo della loro coniugazione.
 
PERFETTO
 
 
 
Laudav -i
Delev  –i
Leg - i
Audiv - i
Laudav -isti
Delev -isti
Leg - isti
Audiv - isti
Laudav -it
Delev -it
Leg - it
Audiv - it
Laudav -imus
Delev -imus
Leg - imus
Audiv - imus
Laudav -istis
Delev -istis
Leg - istis
Audiv - istis
Laudav -erunt
Delev -erunt
Leg - erunt
Audiv - erunt
 
 
PIUCCHEPERFETTO
 
 
 
Laudav - eram
Delev – eram
Leg - eram
Audiv - eram
Laudav - eras
Delev - eras
Leg – eras
Audiv - eras
Laudav - erat
Delev - erat
Leg - erat
Audiv - erat
Laudav - eramus
Delev - eramus
Leg – eramus
Audiv - eramus
Laudav - eratis
Delev - eratis
Leg – eratis
Audiv - eratis
Laudav - erant
Delev - erant
Leg - erant
Audiv - erant
 
 
FUTURO ANTERIORE
 
 
 
Laudav - ero
Delev – ero
Leg - ero
Audiv - ero
Laudav - eris
Delev - eris
Leg - eris
Audiv - eris
Laudav - erit
Delev - erit
Leg- erit
Audiv - erit
Laudav - erimus
Delev - erimus
Leg - erimus
Audiv - erimus
Laudav - eritis
Delev - eritis
Leg - eritis
Audiv - eritis
Laudav - erint
Delev - erint
Leg- erint
Audiv - erint
 
 
p.s. Prego chi si collega di riferire a Gennaro che sul blog di classe c’è questa lezione d’integrazione per lui.
Fatemi sapere se avete bisogno di qualcosa e come procede la lettura del libro di E. Morante.
 
Buone vacanze natalizie!!!
 
postato da silvanamodio alle ore 18:25 | link | commenti (1)
categorie: attivitĂ  didattica
venerdì, 21 dicembre 2007

BUON NATALE !

Tu
che
ne dici
SIGNORE se
in questo Natale
faccio un bell’albero
dentro il mio cuore, e ci
attacco, invece dei regali,
i nomi di tutti i miei amici: gli
amici lontani e gli amici vicini, quelli
vecchi e i nuovi, quelli che vedo ogni gior-
no e quelli che vedo di rado, quelli che ricordo
sempre e quelli a volte dimenticati, quelli costanti
e quelli alterni, quelli che, senza volerlo, ho fatto soffrire
e quelli che, senza volerlo, mi hanno fatto soffrire, quelli che
conosco profondamente e quelli che conosco appena, quelli che mi
devono poco e quelli ai quali devo molto, i miei amici semplici ed i miei
amici importanti, i nomi di tutti quanti sono passati nella mia vita.

Un albero con radici
molto profonde, perché
i loro nomi non escano
mai dal mio cuore; un
albero dai rami molto
grandi, perché i nuovi
nomi venuti da tutto il
mondo si uniscano ai già
esistenti, un albero con
un’ombra molto gradevole
affinché la nostra amicizia,
sia un momento di riposo
durante le lotte della vita


postato da silvanamodio alle ore 19:11 | link | commenti (3)
categorie: festivitĂ 
mercoledì, 19 dicembre 2007

Il terziario avanzato

 La crescente espansione dei servizi è da attribuire principalmente ai servizi innovativi, la cui quota sul valore aggiunto prodotto in Italia, e misurato in termini reali, è aumentata dal 1997 al 2003 di circa 1,5 punti percentuali.

LE ATTIVITA’ DI TERZIARIO AVANZATO

Nella definizione “Terziario Avanzato” sono comprese una serie di attività professionali ad alto contenuto di conoscenza:

_ information & communication technology, engineering,

_ research & development,

_ formazione,

_ i servizi di consulenza: direzionale, organizzativa, contabile, creditizia e fiscale, immobiliare, legale, assicurativa e del lavoro; servizi di assistenza tecnica e giuridica,

_ servizi di marketing, comunicazione e pubblicità, relazioni pubbliche,

_ qualità e la certificazione, normazione tecnica,

e servizi di carattere operativo:

_ facility & property management,

_ organizzazione di convegni, fiere e mostre.

Si tratta di una serie di attività che hanno un elemento comune: sono, infatti, caratterizzate da un processo di coproduzione interattiva tra offerta e domanda necessario per stimolare e migliorare complessivamente la competitività delle imprese-clienti.

CRESCITA E DIMENSIONI DEL TERZIARIO AVANZATO

Il T.A. a fine 2003 ha impiegato circa 1.671.0001 lavoratori, pari al 10,8 % del totale forza lavoro occupata in Italia.

Nel T.A. prevalgono imprese piccole e piccolissime, con una media di 2,4 addetti per azienda ed una struttura dimensionale che, dal 1991 al 2001 ha subito una contrazione. Nel 1991, infatti, il numero medio di addetti per impresa era pari a 2,7.

da Gennaro IB

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categorie: approfondimento
venerdì, 14 dicembre 2007

I rischi dell'uranio impoverito

Decine di migliaia di tonnellate di materiale radioattivo sparso per anni su tutta la superficie del pianeta. Uranio nei proiettili, nelle mine e per blindare i carri armati. Uranio come contrappeso nella costruzione di aerei civili e militari, elicotteri, satelliti, navi e barche a vela. Uranio come schermante nelle stanze degli ospedali e nelle apparecchiature diagnostiche. Persino nelle leghe per le otturazioni dei denti e nelle mazze da golf. Nessun freno all'uso delle scorie radioattive, nessuna misura protettiva, nessun controllo. E soprattutto nessuna informazione da parte dei governi e delle strutture preposte, che hanno sorvolato con colpevole leggerezza sulle più elementari norme di tutela della salute dei loro cittadini. Un crimine contro l'umanità. La maggior parte del materiale che leggerete in queste pagine è tratto dal sito dei comitati "Stop all'uranio 238!" (www.stop-u238.i.am), fusi nell'Osservatorio EticoAmbientale(OEA).
Il nuovo rischio del nucleare deriva principalmente dai prodotti di scarto della lavorazione, le cosiddette "scorie nucleari", derivanti dal processo di arricchimento dell' uranio per la creazione di combustibile per le centrali e le armi nucleari. Queste scorie sono presenti nella forma di esafluoruro di uranio (UF6) che viene convertito in uranio impoverito (UI) per essere poi utilizzato nei modi più disparati. L'UI è una sostanza radioattiva e tossica che viene chiamata "uranio impoverito" perché è principalmente costituita dall'isotopo U-238 e contiene una piccola percentuale dell'isotopo fissionabile U-235. Anche se la sua radioattività è il 40% in meno dell'uranio fissile, è sempre ben 60 volte più radioattivo del materiale che si trova in natura.
Una proprietà caratteristica dell'UI di cui poco si parla è la piroforicità: si tratta della capacità dell'UI di autoincendiarsi a temperatura ambiente in determinate condizioni e di innescare incendi. E anche se non s'incendia perde in un anno lo 0.5 della sua massa. Le emissioni dell'UI sono date principalmente da particelle "alfa" che per certi versi sono più insidiose dei "gamma" dell'uranio 235 perché possono essere respirate e non vengono segnalate dai contatori Geyger. La quantità di UI stoccata attualmente nel mondo è superiore ai 6milioni di tonnellate. Ovvero poco più di un chilogrammo per ogni essere umano.  Le cifre ufficiali parlano di 150mila tonnellate in Gran Bretagna, 250mila in Francia, 750mila negli USA e addirittura 5milioni di tonnellate in Russia. Si tratta delle famose scorie nucleari per le quali non si è mai trovata una soluzione di smaltimento. O almeno così si pensava: nella realtà invece si è scoperto che migliaia di tonnellate sono state riciclate in beni destinati a uso commerciale e in questa forma disperse nell'ambiente.
I danni provocati dell'UI, o meglio dalle radiazioni da questo emesso, sono di tipo cancerogeno, mutagenico-genotossico. Inoltre, nel caso per esempio che venga bruciato durante un incendio, si formano i diossidi di uranio, i cui effetti sulla popolazione sono evidenti in Irak, dove sono state bruciate 300 tonnellate di uranio (ammesse ufficialmente), leucemie, tumori, malformazioni genetiche, e non solo sulla popolazione locale.
Durante la Guerra del Golfo del 1991, fra aerei e carri armati inglesi e americani, sono state sparate qualcosa come 340 tonnellate di UI, si tratta, tanto per usare un termine di paragone, di una quantità cento volte maggioredi quella rilasciata durante l'incidente di Cernobyl (dove la vita media è passata da 67 anni a 42).
L'UI, venduto a 17 paesi del mondo e fornito gratuitamente ai produttori di armi, viene usato per costruire proiettili anticarro lunghi circa mezzo metro capaci, grazie all'altissimo peso specifico dell'uranio, di perforare pareti d'acciaio fino a 6 centimetri di spessore. Al momento dell'impatto l'UI brucia, creando particelle radioattive estremamente volatili in grado di "ricadere" in un'area praticamente illimitata.
L'uso di UI come zavorra e contrappeso in aerei ed elicotteri civili e militari ha dell'incredibile. E' dal 1969 che la popolazione viene sottoposta non solo ai rischi della dispersione nell'aria, avvenuta per centinaia di tonnellate, che ha incrementato la ricorrenza di tumori e altre patologie, ma anche al rischio d'incendio di uno qualsiasi delle migliaia di aerei che utilizzano il materiale radioattivo per appesantire i piani di coda e delle ali. La Boeing, chiamata direttamente in causa dopo il disastro di Amsterdam, ha ammesso che sì: i suoi 747 ne sono provvisti. E non solo i suoi. Anche la compagnia di bandiera Alitalia parla di un chilo di UI per aereo, mentre la Boeing ne ammette ufficialmente l'uso di 350 chili.
                                     By Alessandro
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venerdì, 14 dicembre 2007

Energie rinnovabili

Sono da considerarsi energie rinnovabili quelle forme di energia generate da fonti il cui utilizzo non pregiudica le risorse naturali per le generazioni future o che per loro caratteristica intrinseca si rigenerano o non sono "esauribili" nella scala dei tempi "umani"come :il sole, il vento, le risorse idriche, le risorse geotermiche, le maree, il moto ondoso e la trasformazione in energia elettrica dei prodotti vegetali o dei rifiuti organici e inorganici.Le fonti energetiche rinnovabili stanno vivendo una stagione di grande sviluppo a livello mondiale con un peso sempre più rilevante nella bilancia energetica. Gli investimenti nella ricerca e nell’innovazione tecnologica, la diffusione e la sperimentazione in diversi Paesi ha permesso di realizzare una crescita di potenza e efficienza degli impianti impensabile solo dieci anni fa.  Nel 2005 la potenza eolica a livello mondiale è arrivata a 58.000 MW installati, con una crescita costante nei Paesi europei: in Germania 1.808MW installati nel 2005, in Spagna 1.764, negli Stati Uniti 2.400.  Alla fine del 2005 la potenza fotovoltaica installata ha raggiunto i 5.000 MW, con un autentico boom delle istallazioni in Germania (836MW nel solo 2005), Giappone, Spagna e Stati Uniti. Cresce la diffusione del solare termico in tutto il mondo, con Paesi come la Grecia, l’Austria, il Portogallo che in pochi anni hanno realizzato una larga diffusione. In Israele si è ormai vicini a 1 metro quadrato di collettore solare termico a persona. Si diffonde la produzione da biomasse, in Finlandia oltre l’11% dell’elettricità è generata da impianti a biomasse, impianti che in Svezia garantiscono il 50% dell’energia dei distretti teleriscaldati. L’Europa sta svolgendo un ruolo da capofila in questo processo, con obiettivi chiari e ambiziosi da parte dell’UE, ma anche risultati straordinari nei Paesi che con più forza hanno creduto e investito nelle nuove fonti energetiche pulite, che hanno visto negli ultimi anni la creazione di decine di migliaia di nuovi posti di lavoro all’interno di un sistema industriale all’avanguardia.In Italia puntare sulle fonti energetiche rinnovabili e in particolare su quella solare e eolica può rappresentauna straordinaria occasione per creare nuova occupazione e ridurre la dipendenza dalle importazioni di greggio, oltre a stimolare la ricerca e l'innovazione tecnologica. Può rappresentare anche una opportunità per ripensare le nostre città, per rinnovare e recuperare edifici che consumano troppa energia, caldi d'estate e freddi d'inverno.
Occorre valorizzare le potenzialità delle differenti fonti (solare termico, solare fotovoltaico, eolico, idroelettrico, biomasse, legno, geotermia a bassa temperatura) puntando proprio sulle diverse vocazioni dei territori. E' proprio l'integrazione delle diverse fonti pulite la prospettiva capace di creare in poco tempo una reale alternativa alle fonti fossili. La riconversione energetica passa in Italia per una vasta diffusione di impianti solari termici sui tetti delle case e delle città (in Italia tre quarti degli edifici esistenti sono stati costruiti nel dopoguerra nelle periferie urbane), di impianti fotovoltaici nelle aziende, negli uffici pubblici, in complessi residenziali, di parchi eolici in tutte le aree compatibili, di minieolico nelle aree agricole e produttive per una domanda diffusa nel territorio; sviluppando la produzione di energia da geotermia, da biomasse, dal legno in tutte le aree adatte.

By Raky

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venerdì, 14 dicembre 2007

La Globalizzazione

Con il termine globalizzazione si indica il fenomeno di crescita progressiva delle relazioni e degli scambi a livello mondiale in diversi ambiti, causato dal progresso tecnologico in tema di trasporti, comunicazione e informazione, il cui effetto primo è una decisa convergenza economica e culturale tra i Paesi del mondo.

La parola "globalizzazione" è di uso recente, utilizzata dagli economisti a partire dal 1981, per riferirsi prevalentemente agli aspetti economici delle relazioni fra popoli e grandi aziende. Il fenomeno, invece, va inquadrato anche nel contesto dei cambiamenti sociali, tecnologici e politici, e delle complesse interazioni su scala mondiale che, soprattutto a partire dagli anni ottanta, in questi ambiti hanno subito una sensibile accelerazione.

Sebbene molti preferiscano considerare semplicisticamente questo fenomeno solo a partire dalla fine del XX secolo, osservatori attenti alla storia parlano di globalizzazione anche nei secoli passati.

Nell'immaginario collettivo la globalizzazione è spesso percepita come un fenomeno progressivo, che si è andato sviluppando nel tempo in modo naturale, e che vede la condizione attuale nei suddetti ambiti come una fase intermedia tra il generico passato ed il futuro.

In realtà, se con globalizzazione ci si riferisce ad un fenomeno specifico degli ultimi decenni, scientificamente il concetto è tutt'altro che consolidato, anche se è entrato a far parte del lessico comune e i mass media ne fanno larghissimo uso. Per quanto riguarda l'economia, per esempio, diversi autori sottolineano che il sistema degli scambi internazionali era più globalizzato negli anni precedenti il 1914 di quanto non sia attualmente, che i sistemi economici sono comunque fondamentalmente a base nazionale e anche quelli di dimensione tendenzialmente continentale presentano diversi aspetti di chiusura (cfr., in agricoltura, le politiche protezionistiche dell'Unione Europea). D'altra parte, Amartya Sen sostiene che processi di globalizzazione sono in corso da almeno un millennio, affogando così il concetto e le pratiche che lo sottendono nel mare magnum della lunga durata. Anche questo invita a maneggiare il concetto con una certa cautela.

In ogni caso, nella coscienza dei popoli il fenomeno si sta consolidando insieme alla diffusione del punto di vista globale ed all'impegno concreto per un mondo migliore al di là dei propri interessi personali e dei confini nazionali. Si parla sempre più spesso di "globalizzazione dei diritti" e perciò di rispetto dell'ambiente, di eliminazione povertà, di abolizione della pena di morte ed emancipazione femminile in tutti i paesi del mondo.

Di pari passo alla diffusione di notizie su scala mondiale ed alla progressiva presa di coscienza delle problematiche globali, cominciano a svolgersi grandi manifestazioni con la partecipazione contemporanea in numerose località di decine di milioni di persone.

Nell'accezione economica, la globalizzazione è contestata da alcuni movimenti no-global e new-global. (v. anche Popolo di Seattle, No logo), mentre è fortemente sostenuta dai gruppi liberisti, libertari e anarco-capitalisti.

I dibattiti riguardo il suo effetto sui paesi in via di sviluppo sono, infatti, molto accesi: secondo i fautori della globalizzazione, questa rappresenterebbe la soluzione alla povertà del terzo mondo. Secondo gli attivisti del movimento no-global, invece, essa non farebbe altro che impoverire maggiormente i paesi poveri, in favore delle multinazionali.

I dati forniti dalle scienze sociali indicano però che la globalizzazione non ha reso nel complesso i paesi più poveri, ma nemmeno ha grande influenza nella riduzione della povertà. Hanno invece effetto decisamente maggiore alcuni miglioramenti interni, quali sviluppo della rete infrastrutturale, il perseguimento della stabilità politica, le riforme del sistema agrario e miglioramento dell'assistenza sociale.

Effetti indiretti della globalizzazione sono le ripercussioni sull'ambiente e sull'inquinamento dell'aria, causate dall'industrializzazione e dall'aumento dei trasporti.

Con globalizzazione, ci si riferisce, oltre che allo sviluppo di mercati globali, anche alla diffusione dell'informazione e dei mezzi di comunicazione come internet, che oltrepassano le vecchie frontiere nazionali. Nello stesso campo il termine indica la progressiva diffusione nei notiziari locali su temi internazionali.

Il termine globalizzazione è utilizzato anche in ambito culturale ed indica genericamente il fatto che nell'epoca contemporanea ci si trova spesso a rapportarsi con le altre culture, sia a livello individuale a causa di migrazioni stabili, sia nazionale nei rapporti tra gli stati.

 

 

                          

                                 By   Gigi 

postato da blogdiclasse alle ore 14:21 | link | commenti (1)
categorie: approfondimento