Presente!

Questo è il blog di classe della I B : è uno spazio per conoscersi,confrontarsi, comunicarsi emozioni e sentimenti,postare ricerche,lavorare insieme utilizzando gli strumenti informatici.
venerdì, 30 novembre 2007

LA CACCIA ALLE BALENE

Sovrasfruttamento, imbrogli ed estinzione: è questo il circolo vizioso di ingordigia che si nasconde dietro la caccia industriale alle balene e che spazza via una popolazione di balene dietro l'altra. Anche dopo decenni di protezione, non si è certi della possibilità di recuperare alcune specie.

Le statistiche parlano chiaro. Le balenottere azzurre, in Antartide, sono l'1 % della popolazione originaria, nonostante quarant' anni di protezione totale. Alcune popolazioni di balene si stanno espandendo, ma altre no. Si stima che solo una popolazione di balene, le balene grigie del Pacifico Orientale, abbia recuperato appieno la propria condizione originale. Le balene grigie del Pacifico Occidentale, invece, sono le più minacciate in assoluto: i circa cento esemplari rimasti sono ormai sull'orlo dell'estinzione.

Un po' di statistiche

Recenti analisi condotte sul dna delle balene suggeriscono che gli effetti della caccia commerciale sono molto più dannosi di quanto non si pensi. La maggior parte delle stime sulle dimensioni delle popolazioni di balene si basava sull'analisi di vecchie fotografie di caccia. Secondo il biologo marino Steve Palumbi della Stanford University, questo metodo è in molti casi approssimativo e non consente stime attendibili. Nel 2003 Palumbi si è basato sulle analisi di campioni di dna per analizzare la numerosità delle popolazioni di balene. Ha concluso che nell'Ottocento, prima dell'inizio della caccia commerciale, c'erano circa un milione e mezzo di megattere. Questa stima smentisce la stima ufficiale di 100mila esemplari, considerata attendibile dalla Commissione Baleniera Internazionale [ IWC ]. Gli esemplari rimasti oggi sono solo 20mila.

I delegati giapponesi alla IWC ricordano sempre una stima del 1990, secondo cui ci sarebbero 760mila esemplari di balenottera minore. Ma questo dato è stato smentito dalla stessa IWC nel 2000, perché da un recente censimento risulta un numero di balenottere di molto inferiore a quello indicato dai giapponesi.

Non solo caccia

La caccia commerciale non è l'unico pericolo che le balene devono fronteggiare. L'impatto delle attività dell'uomo sugli ecosistemi marini è profondamente cambiato negli ultimi cinquant'anni, da quando cioè si è cominciato a proteggere le balene. Il cambiamento climatico, il buco dell'ozono, l'inquinamento chimico e quello acustico, legato ai sonar e ai motori delle imbarcazioni, lo sfruttamento eccessivo delle risorse ittiche mettono a repentaglio la sopravvivenza delle popolazioni di balene rimaste. La pesca industriale sottrae alle balene preziose risorse alimentari e le espone al rischio delle catture accidentali.

E se volessi toglierti la curiosità di mangiare carne di balena, pensaci bene: molte volte il grasso di balena è così contaminato da pesticidi e PCB - sostanze chimiche che incidono negativamente sullo sviluppo dei bambini e sulla capacità riproduttiva - da poter essere considerato un vero e proprio rifiuto tossico.

Incuranti delle tante minacce esistenti, sono sempre più le nazioni che all'interno della Commissione Baleniera Internazionale - organismo istituito per tutelare le popolazioni di cetacei - si schierano a favore di una riapertura della caccia commerciale alle balene. Dal 1986 è in vigore una moratoria sulla caccia commerciale, e le nazioni baleniere ricorrono al pretesto della caccia effettuato a fini scientifici.

In realtà, il rafforzamento all'interno della IWC del fronte a favore della caccia commerciale non riflette un cambiamento nell'opinione pubblica, ma è solo il frutto di una politica di acquisto di voti che da anni l'agenzia di pesca giapponese con invidiabile perseveranza porta avanti, reclutando nuove e piccole nazioni e offrendo appetitosi finanziamenti in cambio di un voto allineato.

Aspettative eccessive

Le aspettative troppo ottimistiche sul recupero delle popolazioni di balene si basano sull'assunto che, ad eccezione della caccia commerciale, le balene sono al sicuro esattamente come poteva esserlo centinaia di anni fa. Purtroppo questa premessa non è più valida. Ed è per questo che noi di Greenpeace crediamo sia necessario fermare la caccia alle balene in ogni sua forma.

                                     UN SALUTO DA LUCIANO VVB


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categorie: approfondimento
venerdì, 30 novembre 2007

La Mattanza

La mattanza è un antico e tradizionale metodo di pesca del tonno, sviluppato in particolare nella provincia di Trapani. Il lavoro dei tonnarotti  inizia in aprile quando vengono poste in mare una serie di reti che possono raggiungere anche i 4 o 5 km e, data la loro disposizione, inducono i tonni ad addentrarsi sempre più nelle maglie interne fino ad arrivare alla cosiddetta "camera della morte". In maggio, dalle tonnare partono le barche che agli ordini del rais parteciperanno alla mattanza. Questa viene compiuta accerchiando le reti e tirandone poco a poco sulle barche i lembi esterni, finché affiorano i tonni che vengono presi dalle barche con degli arpioni che causano la perdita del sangue degli animali. Proprio per questo motivo le carni del tonno pescato sono più tenere e pregiate e si esportano molto sui mercati giapponesi che ne richiedono in grande quantità.

Questo tipo di pesca va comunque scomparendo a causa della diminuzione della popolazione ittica dei tonni, a causa dell'inquinamento crescente del mare, ma soprattutto a causa della pesca di tipo industriale che intercetta i banchi di tonni molto prima che questi si avvicinino alle zone costiere.

                                                                        Borghese

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categorie: approfondimento
giovedì, 29 novembre 2007

MACROSEQUENZA

Per MACROSEQUENZA s’intende un gruppo di sequenze, che compongono una sezione del testo, dotata di significato compiuto. Essa, dunque, racchiude un insieme di sequenze che, pur rappresentando nuclei narrativi distinti, partecipano di uno stesso carattere unitario, dando luogo, ad esempio, ad un episodio.
Nell’analisi testuale l’individuazione delle macrosequenze consente di ricostruire la trama logica di un testo, di evidenziarne i temi portanti.
 
ESEMPIO -  "I Promessi Sposi” possono essere scanditi in sei macrosequenze:
1. (capp.1-8) Le vicende borghigiane.
2. (capp.9-10) Lucia nel convento della “Signora”.
3. (capp.11-17) Avventure di Renzo a Milano.
4. (capp.19-24) Lucia e L’Innominato.
5. (capp.26-35) Renzo di nuovo a Milano.
6. (capp.36-38) Il “lieto fine”.
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categorie: approfondimento, attivitĂ  didattica
martedì, 27 novembre 2007

LA TRIBU' MASAI

I Masai o Maasai sono una tribù indigena Africana semi-nomade, diffusa principalmente in Kenya e nel nord della Tanzania. Si tratta di una delle tribù più conosciute dell'Africa orientale. Nonostante la crescente occidentalizzazione delle società sia del Kenya che della Tanzania, i Masai sono riusciti a mantenersi relativamente al di fuori di queste trasformazioni e conservare gran parte delle loro abitudini tradizionali.

I Masai appartengono alla famiglia di gruppi tribali dei Niloti, non hanno mai abbandonato lo stile di vita semi-nomade e l'allevamento come principale fonte di sostentamento. La loro libertà di movimento (e pascolo del bestiame) si è piuttosto ridotta in anni recenti, in particolare in seguito all'istituzione delle riserve nazionali del Masai Mara e del Serengeti.

I Masai hanno la reputazione di essere temibili guerrieri, sebbene gran parte della loro cultura sia in effetti incentrata sull'allevamento. Le capanne dei Masai sono costruite con feci essiccate di bestiame, e in alcuni dei loro riti sacri si beve sangue di mucca. Ci sono numerose altre tradizioni e cerimonie ancora conservate dalla cultura Masai. Una delle più note è la danza "saltante" dei giovani guerrieri (o morani), che saltano da in piedi (senza piegare le ginocchia) per dimostrare la propria forza e agilità. Fino a poco tempo fa, un moran (giovane maschio Masai) poteva prendere moglie solo dopo aver ucciso un leone; come si può immaginare, oggi questa pratica è vietata ed è stata ufficialmente abbandonata, sebbene ci siano motivi di ritenere che essa sia ancora praticata in alcune remote regioni del Kenya. Si sta anche perdendo (per mancanza di terra) la tradizione secondo cui gruppi di giovani venivano mandati a fondare un nuovo villaggio, con l'obbligo di abitarvi a lungo (spesso per anni interi) come parte dei riti di iniziazione all'età adulta.

Il cammino della vita dei Masai è legato alla generazione a cui appartiene. Ogni generazione raccoglie i nati nell'arco di circa dieci anni, ed ognuna ha un nome proprio. Per ogni nuova generazione, quelle più anziane passano allo stadio successivo. Ogni stadio della generazione a cui si appartiene ha delle caratteristiche proprie di comportamenti ed usi. Le regole comportamentali sono molto complesse, ed impongono dei rituali ben precisi a seconda della generazione a cui si appartiene. Anche solo sul modo in cui si mangia esiste una serie articolata di regole che impongono di mangiare da soli o in compagnia di altri guerrieri, la licenza di parlare o meno. Mai in compagnia delle donne, e così via. Riguardo al taglio dei capelli un Masai ha la licenza di tagliarli a zero soltanto quando ha raggiunto il grado di guerriero. All'interno delle singole generazioni esiste una gerarchia in base al prestigio guadagnato sul campo, soprattutto basato sul numero di leoni uccisi.

Le donne hanno un notevole potere nella società Masai. Hanno la testa completamente rasata, abiti di colori vivaci con tipiche perline colorate, e viene loro tolto uno dei denti inferiori (questo avviene per entrambi i sessi).

La lingua Masai appartiene alla famiglia delle lingue nilotiche orientali ma parlano anche lo Swahili, la lingua franca dell'Africa orientale.

BY   GIGI

postato da blogdiclasse alle ore 16:34 | link | commenti (3)
categorie: approfondimento
venerdì, 23 novembre 2007

Favola e fiaba

La favola è un componimento letterario breve, narrativo, che fornisce un insegnamento di carattere morale. I protagonisti delle favole sono in genere animali antropomorfizzati (più raramente piante, oggetti inanimati o personaggi fantastici), che simboleggiano vizi e virtù degli uomini. Le favole sono un genere letterario di origine antichissima, presente nel folklore di gran parte delle culture del mondo, talvolta con forti correlazioni con la mitologia. In Occidente, il corpus più antico di favole tradizionali è quello attribuito alla figura semi-leggendaria di Esopo.
 
Le favole vengono distinte dalle fiabe. Entrambi i termini derivano dalla radice latina fari ("raccontare"), e i due generi hanno molti punti di contatto, incluso il fatto di essere spesso intesi come componimenti adatti ai bambini. La fiaba, tuttavia, è intrinsecamente caratterizzata da elementi fantastici (in genere assenti nella favola) e non sempre ha un intento didattico evidente. La fiaba è un tipo di narrativa originaria della tradizione popolare, caratterizzata da componimenti brevi e centrati su avvenimenti e personaggi fantastici come principi, fate, orchi, giganti e così via.

In Europa esiste una lunga tradizione orale legata alle fiabe; inoltre, diversi autori hanno raccolto fiabe tradizionali o creato nuove fiabe riprendendo creativamente gli stilemi delle fiabe tradizionali. Fra i trascrittori di fiabe più noti della tradizione europea si possono citare: Charles Perrault (Francia) e i fratelli Grimm (Germania), e i più recenti Italo Calvino (Italia) e Aleksander Afanasiev (Russia). Fra gli inventori di fiabe più celebri ci sono, invece, il danese Hans Christian Andersen, l'italiano Collodi (inventore di Pinocchio) e il britannico James Matthew Barrie (Peter Pan).

Di seguito, troverete lo schema di Propp: è il risultato dello studio sulle fiabe di magia del linguista e antropologo russo Vladimir Propp. Egli studiò le origini storiche della fiaba nelle società tribali e nel rito di iniziazione e ne trasse una struttura che propone anche come modello di tutte le narrazioni. Nel suo scritto Morfologia della fiaba, egli propose questo schema, identificando 31 sequenze (note anche come Sequenze di Propp) che compongono il racconto. Ogni sequenza rappresenta una situazione tipica nello svolgimento della trama di una fiaba, riferendosi in particolare ai personaggi e ai loro precisi ruoli (ad es. l'eroe o l'antagonista).

 Clicca qui.

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categorie: approfondimento, attivitĂ  didattica
giovedì, 22 novembre 2007

GEMELLI DIVERSI - ...TU CORRI!

Ehi, questa mattina giù al parco,
sai si parlava di quando
ci si allenava nel fango
e il mondo lo si scopriva giocando,
ricordi il tipo che parlava poco,
lui già vedeva il suo scopo,
dentro lo sguardo bruciava quel fuoco,
amava il gioco, amava il suo pallone,
viveva per diventare il migliore,
lo si chiamava il campione,
sembrava un uomo con le sue scarpette addosso,
guardava avanti fisso e diceva a se stesso:               
Ci sei solo tu, con quella porta davanti
(e un tiro da segnare che aspetta per svelarti se...)               
tu ti fai i sogni per cui tu corri               
(li meriti davvero o son solo illusioni folli !)               
Solo tu e quella porta più in là                
(sotto i fischi di tutti quando quel tiro non va)               
particolari sciocchi               
(se vali si vede dagli occhi)               
niente paura tu corri, tu corri                 
niente paura tu corri...
In questa vita niente è dato per niente,
diceva continuamente quel ragazzino già grande
coi sogni d'adolescente,
nel campetto tra i palazzi si allenava al mondo
metteva il cuore sul campo
e mostrava il suo talento,
attento ad ogni appunto dell'allenatore,
cresceva col suo pallone,
la stoffa del giocatore,
un campione coi sogni impressi negli occhi,
suo padre là sugli spalti si rivedeva in carriera
quando giocava ai suoi tempi,
per non deluderlo fece un provino
e subito si ritrovò con un contratto
in fronte a un grande pubblico,
vide i suoi sogni realizzati in un lampo,
il ragazzino ora è un uomo che da spettacolo in campo,
ed è l'orgoglio del padre,
di tutta la famiglia,
negli occhi lo stesso fuoco
e quando combatte nell'area,
mette la voglia, fantasia, altruismo per la sua squadra,
mentre ripete a sè stesso
cercando la sua vittoria:                                               
Ci sei solo tu, con quella porta davanti               
(e un tiro da segnare che aspetta per svelarti se... )               
tu ti fai i sogni per cui tu corri               
(li meriti davvero o son solo illusioni folli !)     
Solo tu e quella porta più in là                
(sotto i fischi di tutti quando quel tiro non va)               
particolari sciocchi               
(se vali si vede dagli occhi)               
niente paura tu corri, tu corri...                
Solo tu...
sotto i fischi di tutti se quel tiro non va...
niente paura tu corri...
Mentre dall'alto dei gradini,
per bambini ed ultras,
sei uno che ama tutto quello che fa,
problemi non ha,
che non fatica,
tu sai che non è così
ma quello guarda la tua vita da là in fondo,
che ne sa di chi
rovina quello per cui tu vivi,
attaccanti sorridenti, finti e spenti
trasformati in bimbi,
col conto pieno e un matrimonio sincero,
o con donne che mai hanno amato davvero,
ecco perché fermarsi qui è troppo facile ormai,
e dire basta così ti rende fragile sai,
ora che quello che ha,
non brilla più come oro,
non pensa a farsi donne ipocrite,
tu dentro non sei come loro,
non è la grana che ti spinge,
ma è la voglia,
di essere un nome inciso a fuoco nella storia,
come una luce da seguire,
con la stessa frase in testa impressa fino alla fine:              
Ci sei solo tu, con quella porta davanti               
(e un tiro da segnare che aspetta per svelarti se... )       
tu ti fai i sogni per cui tu corri               
(li meriti davvero o son solo illusioni folli !)               
Solo tu e quella porta più in là                
(sotto i fischi di tutti quando quel tiro non va)               
particolari sciocchi               
(se vali si vede dagli occhi)               
niente paura tu corri, tu corri                 
niente paura tu corri...
Solo tu...
sotto i fischi di tutti se quel tiro non va...
niente paura tu corri...

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giovedì, 22 novembre 2007

GEMELLI DIVERSI - TU NO

Sarà l'ebbrezza leggera che si respira questa sera
ma c'è un cuore che spera che pensa valga la pena
di parlarti di ogni sua regina
per ogni signorina una rima partendo dalla prima...
Claudia scoprendo insieme un nuovo mondo
ed ora mai potrà
il tempo scioglierne il ricordo
Kimberly, Helen e tutte quelle modelle piene di soldi e di perle ma vuote sotto la pelle e poi...
una va a Ruta la mia storia vissuta
innamorato perso in fondo di una sconosciuta
la mia pepita donna perfetta ma non quella della mia vita
una fiamma che è svanita
e Sara e chi con lei impara a vivere una storia d'amore come una gara in cui si bara
e ora io ti parlo di loro la vita è strana ognuna non era ciò che sembrava...
Ma tu no e in più dirai che non è da me che amo solo il sesso e il resto è inutile
e che non so cos’è che hai con te è diverso ridere
non è sesso ma amore con te…
”ognuna in fondo mi ha deluso”…
ma tu no e in più dirai che non è da me che amo solo il sesso e il resto è inutile
e che non so cos’è che hai con te è diverso vivere
non è sesso ma amore con te…
Da Elisa partì tutto con una precisa scusa
primo amore storia un po’ confusa
e fusa scambiate dì sotto le stelle
la prima volta di un sapore nuovo sulla la pelle
e quelle passeggiate e giornate passate al mare d’estate ricordo ancora nottate grigliate
e poi sulla spiaggia le notti con Vanessa
persi un anno a scuola poi per lei la testa persa
come poi Claudia e Gloria da Federica a Giada Sheila e Moira alla dolcezza negli occhi azzurri di Camilla
ci mise poco il destino offuscò anche quella stella
bella ma sai per lei non mi escono parole
conosci il nome a creato solo confusione
parlo di loro lo sai la vita è strana ognuna non era ciò che sembrava...
Ma tu no e in più dirai che non è da me
che amo solo il sesso e il resto è inutile
e che non so cos’è che hai con te è diverso ridere
non è sesso ma amore con te…
tu che sai guardare tra i pensieri miei
puoi vedere la mia vita in te
e sai sorprendermi se vuoi
dimmi come fai?
con loro era inutile
non chiedermi perché…”ognuna in fondo mi ha deluso”
Ma tu no e in più dirai che non è da me che amo solo il sesso e il resto è inutile
e che non so cos’è che hai con te è diverso ridere
non è sesso ma amore con te…”ognuna in fondo mi ha deluso”
Tu no, tu no, sei diversa sai non è sesso ma amore con te
tu no, tu no, sei diversa sai
sarà sesso e amore vedrai…

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giovedì, 22 novembre 2007

INFANZIA: CONVENZIONE ONU COMPIE 18 ANNI. MA OGNI ANNO MUOIONO 9,7 MLN BIMBI
Nel mondo ogni anno muoiono 9,7 milioni di bambini fra 0 e 5 anni, 26.575 ogni giorno. Il 53% dei decessi e' collegato alla malnutrizione che ne e' concausa, ma i bambini muoiono anche per malaria, morbillo, polmonite, aids, altre malattie e ferite. Con questi agghiaccianti numeri compie oggi 18 anni la Convenzione sui diritti dell'infanzia. Il 20 novembre 1989, infatti, il documento veniva approvato dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, esattamente 30 anni dopo l'approvazione della Dichiarazione sui diritti del fanciullo (20 novembre 1959).
La Convenzione, strumento di promozione e di protezione dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, ha introdotto per la prima volta l'idea del bambino come soggetto di diritti invece che mero oggetto di tutela e protezione; ha presentato concetti nuovi come il rispetto dell'identita' del bambino, della sua privacy, dignita' e libera espressione; ha ripreso, ampliandoli e specificandoli, i principi stabiliti dalla Dichiarazione. Ma soprattutto, e' il primo trattato universale e multilaterale che ha stabilito diritti internazionalmente riconosciuti al bambino, vincolando gli Stati a rispettarli concretamente e a presentare regolarmente rapporti sull'attuazione a un apposito Comitato ONU sui diritti dell'infanzia, composto di personalita' indipendenti di provata esperienza e fama internazionale. Eppure in molte regioni del mondo i diritti dell'infanzia non vengono applicati. Spesso i bambini non hanno accesso ai centri sanitari, non frequentano la scuola, sono denutriti e sono esposti alla violenza.
Sessanta Paesi nel mondo contano il 94 % di tutti i casi di mortalita' infantile. La Regione con la piu' alta mortalita' fra 0 e 5 anni e' quella dell'Africa occidentale e centrale, con 190 morti su 1.000 nati vivi. Il Paese con la piu' alta mortalita' e' la Sierra Leone, con 282 su 1.000 nati vivi. Gia' dal 2001-2, sulla base di analisi e ricerche approfondite, l'UNICEF ha definito una iniziativa pilota, la Iniziativa accelerata per la sopravvivenza e lo sviluppo dell'infanzia (Accelerated Child Survival and Development, ACSD) che consiste essenzialmente in un pacchetto integrato di interventi applicati in modo estensivo sulla globalita' del territorio interessato, raggiungendo capillarmente tutte le aree e i villaggi, anche i piu' sperduti. Il ''pacchetto'' e' stato testato inizialmente nelle aree rurali di 11 paesi dell'Africa occidentale e centrale (Senegal, Ghana, Mali, Benin, Gambia, Burkina Faso, Camerun, Ciad, Niger, Guinea Bissau, Guinea Conakry) nel periodo 2002-2004. I risultati del biennio hanno indicato, nell'insieme delle aree campione, una riduzione della mortalita' 0-5 anni intorno al 20 %. Attualmente l'ACSD viene riprodotta dall'UNICEF su scala piu' ampia in una serie di paesi, e costituisce l'asse portante dei programmi UNICEF di lotta alla mortalita' infantile. Gli interventi compresi nel ''pacchetto'' comprendono: vaccinazioni contro le 6 principali malattie killer (morbillo, polio, difterite, pertosse, tetano, TBC); somministrazione di vitamina A (in genere in coincidenza con le vaccinazioni antipolio o anti-morbillo); somministrazione di vermifughi; distribuzione di zanzariere impregnate di insetticidi naturali a lunga durata, contro la malaria ; interventi di educazione sanitaria per il controllo delle malattie infettive (comprese le affezioni acute delle vie respiratorie); interventi di assistenza alla gravidanza e al parto; contrasto alle malattie gastro-intestinali; educazione nutrizionale e interventi di integrazione alimentare; promozione dell'allattamento esclusivo al seno; formazione del personale sanitario e creazione di scorte locali di medicinali essenziali. Alcune componenti del ''pacchetto salvavita'' sono fondamentali anche nei paesi industrializzati, come l'Italia: ad esempio, le vaccinazioni, e l'allattamento materno, che l'OMS e l'UNICEF promuovono in tutto il mondo come migliore avvio alla vita dei neonati. In Italia, l'UNICEF promuove il progetto ''Ospedale amico dei bambini'', con 10 passi per la protezione e la promozione dell'allattamento al seno, progetto che si basa anche sul rispetto del Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno. Al 2007, sono 13 gli ospedali in Italia riconosciuti ''amici dei bambini'', dove nascono circa 15.000 bambini ogni anno. L'UNICEF Italia sta anche sperimentando lo strumento territoriale ''Comunita' amica dei bambini per l'allattamento materno'', al fine di sostenere le madri e le famiglie dopo la dimissione dell'ospedale.

Secondo me, non esiste nessun tipo di razza, in quanto noi tutti apparteniamo al genere umano e, quindi, siamo tutti uguali.
Io spero che,in un prossimo futuro, tutte queste violenze e discriminazioni termineranno e che tutti i bambini del mondo potranno tenersi per mano e giocare insieme felici, senza differenze razziali e sociali.

Un saluto da Luciano

postato da blogdiclasse alle ore 18:49 | link | commenti (1)
categorie: approfondimento
mercoledì, 21 novembre 2007

PROFESSORESSA, SCUSATE SONO IMMA. LA STAMPANTE NON MI FUNZIONA E NON POSSO PORTARE L' ARTICOLO PUBBLICITARIO  PERO' L' HO SALVATO NELLA MIA CARTELLA !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!ADESSO VEDO SE QUALCUNO ME LO PUO STAMPARE E SE PROPRIO NON TROVO NESSUNO, LE PROMETTO CHE LO PORTO DOMANI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

postato da blogdiclasse alle ore 17:32 | link | commenti
categorie: comunicazione di servizio
mercoledì, 21 novembre 2007

Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza 

 

Si è celebrata ieri la ‘Giornata internazionale per i diritti dell infanzia e dell’adolescenza’.
Ogni anno nel mondo muoiono 9,7 milioni di bambini tra gli 0 e i 5 anni.
Inoltre, sono tra 133 e i 275 milioni i bambini che assistono a violenze familiari.
E soltanto nel 2002, 150 milioni di bambine e 73 milioni di bambini sono stati sottoposti a rapporti sessuali forzati o ad altre forme di violenza fisica.
Sempre secondo i dati Unicef, circa 317 milioni di bambini tra 5 e 17 anni sono “economicamente attivi”: di essi, 218 milioni possono considerarsi bambini lavoratori, di questi ultimi, 126 milioni sono ingaggiati in lavori pericolosi e 5,7 milioni costretti a lavori forzati o in schiavitù.
E ancora: quasi 50 milioni di bambini ogni anno non vengono registrati alla nascita e i bambini non registrati sono i più esposti ai rischi di abusi e sfruttamento.
La mancanza di adeguate cure nei confronti dell’infanzia, denuncia l’Unicef, si traduce automaticamente in diverse forme di violazione dei diritti e della dignità del bambino. Carenze che, nei casi più gravi, possono condurre alla morte a seguito di abusi, sfruttamento e violenza.
Inoltre, 33 milioni di bambini nel mondo, di età compresa tra 0 e 17 anni, sono rimasti orfani di uno o entrambi i genitori.
E almeno 8 milioni di bambini, nel mondo, vivono in istituti d’accoglienza.
La maggior parte vi si trova a causa della disintegrazione della famiglia, di situazioni di violenza domestica e/o delle condizioni socio-economiche dei genitori.
Inoltre, a causa dell’Aids, 15,2 milioni di bambini hanno perso almeno un genitore.
Sono bambini particolarmente vulnerabili al rischio della povertà che, oltretutto, non hanno accesso a servizi quali l’istruzione, l’assistenza sanitaria e sociale.
Infatti, circa 115 milioni di bambini in età di scuola elementare non vanno a scuola.
Sono quindi circa 781 milioni gli adulti analfabeti nel mondo (il 64% sono donne).
Più del 53% dei bambini che, nel mondo, non frequentano la scuola primaria sono infatti bambine le quali incontrano ostacoli maggiori nell’accesso all’istruzione a cominciare dai pregiudizi culturali.
Ad aggravare la situazione vi sono, a volte, anche leggi arretrate che, ad esempio, impediscono a una ragazza che ha dato alla luce un figlio di tornare a frequentare la scuola.

PIPPY93                                                                                                                               

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categorie: approfondimento, attivitĂ  didattica

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